{"id":1784,"date":"2024-10-09T10:09:48","date_gmt":"2024-10-09T08:09:48","guid":{"rendered":"https:\/\/savegrain-cer.com\/?page_id=1784"},"modified":"2024-10-10T12:25:53","modified_gmt":"2024-10-10T10:25:53","slug":"intervento-rgv-9","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/savegrain-cer.com\/index.php\/progetto-savegrain\/intervento-rgv-9\/","title":{"rendered":"INTERVENTO RGV 9"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"1784\" class=\"elementor elementor-1784\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-57921eb4 e-con-full e-flex e-con e-parent\" data-id=\"57921eb4\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-68d8172e elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"68d8172e\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h4 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\"><i>Conservazione in situ delle risorse genetiche autoctone a rischio di erosione tramite la riproduzione e il mantenimento, in isolamento, in condizioni di massima purezza a soli fini conservativi e non a fini moltiplicativi (compresi studi per l'individuazione e applicazione di nuove tecniche, la ricostituzione degli habitat e rinaturalizzazione delle zone agrarie connesse).<\/i><\/h4>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b9b131f e-flex e-con-boxed e-con e-parent\" data-id=\"b9b131f\" data-element_type=\"container\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-12070b7 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"12070b7\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>A1 &#8211; Preparazione dei protocolli di conservazione<\/strong><br \/><strong>Partner 01\/C, 01\/A.A., 02\/A.A., 03\/A.A., 04\/A.A.<\/strong><\/p><p>Il Capofila dovr\u00e0 progettare e attuare la conservazione in situ anche con lo scopo di creare una rete diffusa sul territorio pugliese di aziende custodi delle risorse genetiche. Al riguardo sono coinvolte n\u00b04<br \/>aziende agricole:<br \/>&#8211; 01\/AA <strong>Pismar Agricola s.r.l.<\/strong> in localit\u00e0 Tricase (LE)<br \/>&#8211; 02\/AA <strong>Petruccelli Leonardo<\/strong> in localit\u00e0 San Severo (FG)<br \/>&#8211; 03\/A.A. <strong>La Calcara<\/strong> in localit\u00e0 Altamura (BA)<br \/>&#8211; 04\/A.A. <strong>Eredi Monaco Mario Soc. Semplice Agricola<\/strong> in localit\u00e0 Casalvecchio di Puglia (FG).<\/p><p>Per la conservazione <em>in situ<\/em>\/on farm si intende il continuato mantenimento di popolazioni di specie coltivate nell&#8217;ambiente di cui fanno parte, costituito da fattori biotici (uomo incluso) e abiotici. Si tratta di una conservazione &#8220;dinamica&#8221;, in cui le popolazioni evolvono in risposta a pressioni selettive operate dalla comunit\u00e0 biotica e dai fattori pedo-climatici. Questo fa s\u00ec che le specie o le popolazioni di ecotipi locali mantengano un&#8217;elevata capacit\u00e0 di adattamento ai fattori abiotici e biotici circostanti, attraverso un meccanismo di co-evoluzione con ambiente nel suo complesso. La conservazione on farm, una tipologia di <em>in situ<\/em>, rientra in un approccio olistico della salvaguardia della biodiversit\u00e0 dell&#8217;agroecosistema, in quanto preserva tutte le forme viventi (microrganismi, piante, animali) presenti in un dato contesto, siano esse coltivate o spontanee, garantisce continuit\u00e0 al meccanismo di co-evoluzione e consente il mantenimento e potenziamento del complesso di relazioni esistenti. Nel Piano Nazionale per la Biodiversit\u00e0 di interesse Agricolo, al punto 13 tra &#8220;Le azioni per la tutela delle risorse genetiche autoctone vegetali&#8221;, si sottolinea l&#8217;urgenza di definire in modo univoco alcuni parametri e strumenti; tra questi sono citati il protocollo di gestione per la conservazione\u00a0<em>in situ<\/em> delle principali variet\u00e0 locali e l&#8217;emanazione di specifiche linee guida per l&#8217;individuazione, la formazione, la gestione dell&#8217;attivit\u00e0 di conservazione on farm e la valorizzazione del coltivatore custode. Detto protocollo sar\u00e0 redatto dal Capofila e trasferito per l&#8217;attuazione alle aziende partner. Seguir\u00e0 una fase di sperimentazione dei sistemi di conservazione per la valutazione sperimentale e la validazione dei protocolli preposti. Il progetto contribuir\u00e0 all&#8217;individuazione delle necessarie strategie di conservazione per il medio-lungo periodo ed in forme economicamente ed organizzativamente sostenibili, ed aiuter\u00e0 la Pubblica Amministrazione nell&#8217;assicurare il mantenimento delle potenzialit\u00e0 dei &#8220;bioterritori&#8221; e della collettivit\u00e0 anche laddove l&#8217;interesse privato non sembra avere, in questo determinato momento storico ed economico, un diretto interesse a intervenire. La conservazione on farm deve permettere alla popolazione\/variet\u00e0 locale di mantenere tutta la variabilit\u00e0 da cui \u00e8 contraddistinta nell&#8217;ambiente di coltivazione (compreso l&#8217;uomo) in cui ha evoluto le proprie caratteristiche distintive, cos\u00ec che non vadano perdute. A tal fine, \u00e8 importante pianificare l&#8217;attivit\u00e0 di conservazione, che deve avvenire anche nell&#8217;areale di origine e in modo da evitare inquinamenti meccanici (dovuti alle macchine per la semina e la raccolta, stoccaggio) e genetici. Questi ultimi possono essere pi\u00f9 problematici e dipendono dalla specie (se autogama o allogama e ad impollinazione anemofila o entomofila), dall&#8217;olografia e dall&#8217;ampiezza dell&#8217;area di moltiplicazione, delle condizioni climatiche. Nel caso dei cereali si tratta per lo pi\u00f9 di specie autogame e le distanze da rispettare per l&#8217;isolamento sono ridotte. Si nel caso di specie autogame che allogame si far\u00e0 riferimento a quanto indicato nelle normative sementiere (L. 1096\/71 e relativi decreti applicativi).<br \/>L&#8217;obiettivo della conservazione on farm, oltre che la tutela dei diritti degli agricoltori, sar\u00e0 quello di mantenere l&#8217;utilit\u00e0 attuale e potenziale delle risorse genetiche per\u00a0 soddisfare i bisogni delle generazioni attuali e future. Non potendo prevedere quali saranno le necessit\u00e0 future, in termini di geni e assetti genici, sar\u00e0 adottata una strategia di conservazione che mantenga la massima diversit\u00e0.<br \/>In sinergia con le attivit\u00e0 descritte si proceder\u00e0 anche al monitoraggio dell&#8217;efficacia della conservazione on farm (valutazione periodica del mantenimento di un adeguato livello di diversit\u00e0 e di assenza di erosione genetica) e alla costruzione e gestione di una banca dati con tutte le informazioni relative alla conservazione on farm che consentir\u00e0 nel tempo la migliore gestione e controllo delle variet\u00e0 in oggetto e la creazione di un disciplinare.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conservazione in situ delle risorse genetiche autoctone a rischio di erosione tramite la riproduzione e il mantenimento, in isolamento, in condizioni di massima purezza a soli fini conservativi e non a fini moltiplicativi (compresi studi per l&#8217;individuazione e applicazione di nuove tecniche, la ricostituzione degli habitat e rinaturalizzazione delle zone agrarie connesse). 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